Dona il 5 x Mille

Caritas Diocesana Potenza - Muro Lucano – Marsico Nuovo: 

 

- Sede legale: Largo Duomo 5,  85100 - Potenza

 

- Sede Operativa :  “ A  Casa di Leo” -  C.da Bucaletto pref. Ex Nod snc, 85100 - Potenza

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 Biblioteca di Quartiere “A Casa di Leo” – Via R. Mallet 24, 85100 – Potenza

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NOVEMBRE 2017

Giornata Mondiale dei Poveri

Una prima edizione che ha le intenzioni più nitide di divenire punto di osservazione privilegiato da cui ri-partire nella meravigliosa esperienza dell’incontro con Cristo.

E nell’esercizio fantasioso della Carità.

Carità è amore, quindi Vita e Solidarietà.

 «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Queste parole dell’apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere. La serietà con cui il “discepolo amato” trasmette fino ai nostri giorni il comando di Gesù è resa ancora più accentuata per l’opposizione che rileva tra le parole vuote che spesso sono sulla nostra bocca e i fatti concreti con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L’amore non ammette alibi: chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d’altronde, è ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere. Esso si fonda su due colonne portanti: Dio ha amato per primo (cfr 1 Gv 4,10.19); e ha amato dando tutto sé stesso, anche la propria vita (cfr 1 Gv 3,16). (Papa Francesco, Dal Vaticano, 13 giugno 2017, Memoria di Sant’Antonio di Padova)

In occasione di questo importante evento, tutti i Centri d’Ascolto attivi nella Diocesi di Potenza Marsico Nuovo Muro Lucano, hanno individuato in comunione la Parrocchia Maria SS Immacolata come punto congiungente un gesto capillare di “dono”. Si svolgerà, infatti, una raccolta porta a porta di beni nel territorio in cui ricade la parrocchia e che coinvolgerà trasversalmente cittadini, associazioni, scuole.

Un momento di condivisione aperto e senza alcun colore, al quale tutti sono invitati.

Esattamente come nell’abbraccio di Speranza del Signore.

 

 

SANDALI D’AMORE

“Signore, buongiorno, stiamo raccogliendo alimenti per…”

“E ti pareva! Ogni giorno raccolgono qualcosa. Un giorno gli alimenti, un giorno i soldi, ora devono aiutare i bambini malati, poi quelli africani. E poi con quei soldi prima devono pagarsi il tempo che passano a rompere le scatole alla gente e poi, semmai, arriva qualcosa a qualcuno”.

“Signore, si sta sbagliando, guardi che…”.

“Lavorare, ve lo hanno mai insegnato questo verbo? A me sì, e lo consiglio pure a voi. Andate a lavorare! Così se volete aiutare gli altri lo fate coi vostri soldi”.

“Non si arrabbi. Noi stiamo solo…”.

“Voi state solo rompendo le palle. E il bello è che poi vi ripagate pure per il tempo che passate a molestare la gente che lavora e va a fare la spesa. Che raccogliete oggi? Alimenti? Bene, a fine giornata vi sarete guadagnati la spesa per una buona settimana e avrete pure fatto la bella figura dei santi in terra. Ma per favore!”.

Il cliente del supermercato, lasciando un inebriante scia di dopobarba, entrò nel negozio, a passo veloce, avvolto nel suo lungo cappotto beige, borbottando mentre si passava una mano tra i capelli brizzolati. All’ingresso, pietrificata e con quasi le lacrime agli occhi, Stefania non sapeva cosa dire, cosa pensare, se rimanere lì o andare via. Si voltò verso l’uscita del supermercato, a cercare con lo sguardo gli altri due volontari presenti per quella giornata di raccolta alimentare, ma erano troppo impegnati a sistemare i cartoni e, complice la confusione di quell’ora di punta, non dovevano essersi accorti di quanto successo. Stefania fece un passo, ancora tremante, per raggiungerli e raccontargli quello che aveva sentito. Ma fu bloccata dalla voce dolce di un’anziana donna che stava per entrare nel supermercato: “Signorina, allora, che fate oggi? Ho visto dei cartelli e voi qui davanti, che si fa?”. Stefania, ritornando sui suoi passi, superò il magone che aveva in gola e trovò la forza per rispondere, quasi rianimata da quell’attenzione ricevuta: “Signora, buongiorno, stiamo effettuando una raccolta alimentare per le persone che hanno…”.

“Bisogno” - la interruppe la donna - “Voi avete proprio un grande cuore. Dedicare il proprio tempo per fare queste cose non è da tutti. Farò del mio meglio”, e così dicendo entrò nel negozio, salutando Stefania con una pacata pacca sulla spalla. La ragazza, alla prima esperienza da volontaria, era completamente confusa. Le avevano detto che avrebbe ricevuto delle risposte negative, che qualcuno si sarebbe rivolto male, ma mai si sarebbe aspettata un tale astio. E poi, nemmeno un minuto dopo, la dolcezza e la disponibilità di quell’anziana donna, così semplice e così dolce, con ai piedi due neri sandali aperti, nonostante il freddo di quel giorno d’autunno. Sì, forse era proprio così che sarebbe andata, era proprio così che funzionava, ma non riusciva più ad essere serena, a stare tranquilla. Pensava a quante altre persone come quell’uomo sarebbero entrate in quel supermercato, a quante avrebbero pensato male di lei, di quello che stava facendo, del suo tentativo di essere utile al prossimo, e non ce la fece. Raggiunse Matteo e Matilde, appostati all’uscita, e si sfogò: “Ragazzi, non credo di farcela. Io vado via”.

“Stefania, cosa è successo? Non fare così. Lo sapevi che in molti…”, provò a tranquillizzarla Matteo.

“Lo sapevo, lo sapevo benissimo. Ma una cosa è immaginare una situazione e un’altra è viverla. Com’è possibile, come può essere possibile che una persona discreta, che dice di essere un lavoratore e che avrebbe tutte le carte in regola per ritenersi fortunato e fare qualcosa per gli altri si metta ad insultare noi e, di conseguenza, chi vive momenti difficili? Questo mondo è sottosopra, ragazzi, e io non ce la posso fare”.

“Cosa credi di realizzare andando via, Stefania?” - chiese decisa Matilde, volontaria da quasi dieci anni - “Credi per caso di cambiare le cose? Credi che quando, uscendo, si girerà e non ti vedrà più capirà il male che ha fatto con quelle parole? No, non succederà. Se tu vai via darai solo modo a lui e a quelli come lui di credere di essere nel giusto, e questo proprio non possiamo permetterlo”.

“Facciamo una cosa” - prese allora la parola Giacomo - “Ora tu stai qui all’uscita, dove la nostra opera è un pochino più semplice. So che tra poco ti passerà di nuovo davanti, ma sii forte e non te ne curare. Vedrai che le mille esperienze positive di questa giornata cancelleranno del tutto questo episodio isolato”.

Stefania si convinse e rimase all’uscita, sola, mentre Matteo e Matilde si spostarono dall’altro lato. Nemmeno lei sapeva il perché non aveva raccontato ai due volontari anche la dolce esperienza vissuta subito prima con l’anziana donna. Era come se l’astio di quell’uomo avesse offuscato tutto il resto, riuscendo a prendere il sopravvento sui tanti sì delle tante persone disponibili e gentili entrate fino a quel momento in negozio e anche su quell’anziana signora coi sandali neri. Si impose di non pensarci e di dedicarsi a quello che c’era da fare, cominciò a raccogliere le donazioni dei clienti che uscivano e a metterle nei cartoni. Sapeva che di lì a poco sarebbe uscito l’uomo che le aveva completamente stravolto la giornata, ma in fondo di sicuro avrebbe tirato dritto e lei avrebbe fatto finta di non vederlo, attendendo l’uscita dell’anziana donna. Passarono pochi minuti e, all’apertura automatica delle porte, seguì l’uscita dell’uomo, con tra le mani due sacchi pieni di spesa. Stefania chinò il capo e fece finta di sistemare gli alimenti nei cartoni, conteggiando il tempo che le avrebbe permesso di non vederlo. Dopo qualche secondo, certa dell’avvenuto passaggio dell’uomo, si rimise in piedi, rialzò il capo, e incredibilmente se lo trovò lì, di fronte a lei, con lo sguardo fisso nei suoi occhi, in silenzio, immobile, come statuario. La ragazza non disse nulla, sicura che sarebbero riprese le accuse e gli improperi colmi d’astio a cui, si promise in quei pochi secondi, non avrebbe risposto nulla, scegliendo il silenzio.

“Insomma, vuoi prendere le buste o te le devo anche sistemare io?”, esordì l’uomo, con un tono molto diverso da quello utilizzato prima, seppur sempre molto deciso.

“Io, io non riesco a capire. Quali buste?”, riuscì a rispondere, quasi balbettando.

“Queste, quali sennò” - replicò lui, allungandole i due sacchi pieni di spesa - “Prendi, dai, vado di fretta”.

La ragazza, sempre più basita e sconvolta, non riuscì a muoversi, incredula per quello che aveva appena sentito. L’uomo, allora, senza aggiungere altro, lasciò a terra entrambe le buste e andò via, a passo veloce. Stefania lo osservò per un po’, fino a perderlo tra le auto in sosta nel parcheggio, e poi corse immediatamente verso i due volontari all’ingresso per raccontare loro quello che era successo. Matteo, felice, le disse che era proprio così che doveva fare, dimostrando con la sua naturalezza e la sua spontaneità tutto quello che aveva dentro. Matilde, invece, le disse che di sicuro quell’uomo, una volta nel supermercato, si era reso conto di quanto era stato crudele, ravvedendosi. Entrambi la invitarono a tornare al suo posto, sistemando il tutto e continuando a metterci il cuore. Stefania, ancora incredula ma certamente emozionata, si incamminò verso l’ingresso e, quando era quasi a metà del suo breve tragitto, vide uscire dal negozio la dolce anziana signora, senza nulla in mano, a passo veloce a con la testa bassa. Stefania si stropicciò gli occhi per essere sicura di quello che stava vedendo e, un attimo dopo, la chiamò con tono deciso:

“Signora, dolce signora, si fermi, ci tenevo a ringraziarla e…”.

“Ciao bella, buona giornata e continua così”, le rispose, senza fermarsi e alzando solo leggermente il capo, l’anziana donna in sandali e calze marrone scuro.

Stefania, sempre più incredula, tornò al suo posto, aprì le buste lasciate poco prima dall’uomo, e sistemò il tutto nei cartoni. Non riusciva a darsi una spiegazione di quello che era successo. Lui, così astioso e insensibile all’ingresso, aveva lasciato due sacchi pieni di spesa per i bisognosi. Lei, invece, così dolce e disponibile entrando, era quasi scappata via all’uscita, senza nemmeno fermarsi per scambiare due parole. Tutto era così strano e paradossale ma, forse, le appariva così perché non aveva mai fatto ciò che stava facendo e, com’era naturale che fosse, avrebbe dovuto pian piano abituarsi. Si dedicò, perciò, alla sua opera di volontariato, scambiando parole con gli altri ragazzi e tornando, poi, anche all’ingresso del supermercato. Non fece più tanto caso a quei clienti che le si rivolgevano male, che parevano essere insensibili o dal cuore chiuso, anche se poi lanciava sempre un’occhiata a quando uscivano, auspicando un cambiamento come quello avvenuto al discreto uomo di metà mattinata. Le ore passarono e arrivò il momento di andare via, raccogliendo quanto raccolto e riposandosi dopo un’emozionante giornata dedicata a chi, per vari motivi, si trova ad attraversare momenti difficili e non può essere lasciato solo. Stefania, insieme agli altri ragazzi, stava chiudendo gli ultimi cartoni quando, alzando lo sguardo, notò la figura dell’uomo che si avvicinava a lei. Lo riconobbe subito, era proprio lui, il discreto signore che l’aveva prima accusata e poi, uscendo, le aveva lasciato due sacchi di alimenti. Perché stava andando verso di lei? Perché la fissava, avvicinandosi? Queste le domande che affollavano la mente di Stefania, immobile ad attendere di trovarvi una risposta.

“Eccolo, è tornato”, disse a voce alta, senza muoversi.

“Ma chi? Di chi stai parlando?”, chiese Giacomo, un altro volontario arrivato per la fase finale della raccolta.

“È lui, è l’uomo di stamattina. Quello che mi ha accusato quando è entrato e che poi…”.

“Stefania, stai calma” - intervenne Matilde - “Non preoccuparti. Noi non abbiamo nulla da temere”.

“Di sicuro ora vorrà sapere e vedere dove vanno a finire le cose che ha donato. Certamente vuole capire se veramente ce le portiamo a casa oppure no”.

“E noi siamo pronti a dare ogni spiegazione, Stefania, stai calma”, la tranquillizzò Matteo.

L’uomo, intanto, arrivò vicino alla ragazza e dietro di lui, così minuta che non si era vista fino a quel momento, l’anziana signora dai sandali aperti. La confusione della ragazza e, a quel punto, anche degli altri volontari, fu grande ed eloquente. L’uomo, passandosi la mano tra i capelli brizzolati, schiarì la voce e poi disse con tono deciso:

“Allora, ragazzi, come posso fare?”.

“A fare cosa?” - trovò la forza di rispondere Stefania - “Da quando lei è arrivato qui stamattina non ci ho capito più nulla. Ora cosa ha intenzione di fare? Di sapere dove vanno a finire le cose che ha donato? Ve lo facciamo vedere con piacere, perché lei non può dubitare di…”.

“No, signorina, la prego, mi ascolti. Io voglio solo sapere come fare per poter essere dei vostri, per poter diventare un volontario”.

“Un… un volontario?”.

“Sì, un volontario. Vede, questa mattina quando sono entrato in questo supermercato e lei mi ha chiesto, gentilmente, di donare qualcosa per chi ha bisogno, le ho risposto male, molto male, attaccandola e accusandola in modo grave e pesante, invitandola ad andare a lavorare, alludendo addirittura a vostri guadagni per quello che fate”.

“Lo so bene, signore, e le sue parole mi hanno sconvolta. Io, volontaria oggi per la prima volta, non mi aspettavo di essere attaccata in quel modo. Lei però, poi, uscendo…”.

“Le ho lasciato due buste di alimenti. Dopo averle detto quelle parole sono entrato nel supermercato, ancora nervoso, e ho cominciato a fare la mia spesa. Ho messo nei sacchetti tutto quello che poteva servire a me e alla mia famiglia. Alimenti necessari, certo, ma anche molte cose superflue, come avrà avuto modo di notare sistemando la roba nei cartoni. Ho preso tutto e anche di più, ho arraffato senza nemmeno pensarci cose che erano nella lista e cose che non lo erano ma che colpivano la mia attenzione in quel momento. Sono poi arrivato alla cassa, ho atteso il mio turno, senza curarmi molto dei clienti vicini a me, e ho poi messo tutto sul tappeto scorrevole. La gentile signora ha passato il tutto e mi ha poi presentato il conto. Io, come sempre, ho estratto dal mio portafogli la carta di credito, sicuro di me e con già la testa a quello che avrei fatto dopo, una volta uscito dal supermercato. La signora alla cassa, però, dopo pochi secondi mi ha riferito che c’era un problema, che la carta di credito risultava vuota, non sufficiente a coprire il conto della mia spesa. Mi sono imbufalito, lo confesso, e ho subito reclamato la più totale infondatezza di quella versione. I soldi c’erano eccome, semmai era un problema loro e dei loro marchingegni. Lei, sempre con tanta gentilezza, ha riprovato per due volte ancora, senza successo. Non avevo molta scelta e non avevo con me il contante necessario. Dovevo lasciare parte della spesa. In quel momento mi sono guardato intorno, per la prima volta in modo interessato, e mi sono accorto degli sguardi degli altri clienti verso di me. Leggevo, in alcuni di loro, una sorta di accusa nei miei confronti. In fondo ero io che stavo facendo perdere tempo a tutte quelle persone in fila, magari convinte che veramente non avevo soldi sulla carta di credito. Il senso di vergogna mi ha assalito come mai mi era successo e avrei fatto di tutto per sparire letteralmente da quella situazione angosciante. Poi, tra i clienti in fila, si è fatta strada lei, questa meravigliosa signora, così piccola nel fisico eppure così dolce in tutto ciò che dice e che fa. Si è avvicinata a me e…”, la voce dell’uomo venne interrotta dall’emozione e fu lei, l’anziana donna, a prendere la parola:

“Gli ho chiesto cosa avrebbe tolto dalle buste, per rientrare nel contante che aveva in tasca. Avrebbe tolto le cose che ha comprato per lui, rinunciandovi, oppure le cose comprate per i suoi figli e che vedevo lì, sulla cassa? Oppure avrebbe tolto le cose per la casa che sua moglie gli aveva chiesto di comprare?”.

“A quel punto alcune lacrime sono scese dal mio volto”.

“E io gli ho detto di non togliere nulla. Avevo io il contante necessario per coprire la cifra spesa e glielo avrei donato volentieri. Non prestato, attenzione, ma donato, senza volerlo mai più in cambio. Era un piccolo regalo che questa vecchia signora faceva a quella famiglia, a quell’uomo incontrato per caso e di cui non sapevo nulla”.

“L’ho ringraziata più volte, dicendole che però appena usciti sarei andato a prendere il contante e glielo avrei restituito. Non volevo alcun regalo da nessuno, anche perché non era certo colpa mia ma di quel marchingegno maledetto. Ma lei…”.

“Gli ho risposto che purtroppo nella vita certi marchingegni si possono inceppare, e può succedere proprio a tutti. Al marchingegno della cassa ci avrebbe pensato il tecnico, ma a quello delle persone chi ci pensa? Gli ho quindi ribadito che non avrei voluto nulla in cambio, a parte una cosa, una sola: che non avrebbe mai più giudicato male le persone che si sforzano di sistemare, nel loro piccolo, i marchingegni inceppati delle altre persone. Avrebbe potuto non condividere, avrebbe potuto non partecipare, ma non avrebbe dovuto più lanciarsi in accuse che potevano ferire il cuore di chi ce la stava mettendo tutta. Ne aveva incontrata una proprio entrando in quel negozio, e l’aveva trattata malissimo”.

“In quel momento ho capito molte cose e, nonostante le lacrime si erano ormai asciugate sul mio volto, la mia emozione era grande, enorme. Questa signora ha dato alla cassiera quanto mancava per la mia spesa e mi ha salutato, scomparendo nuovamente tra i clienti in fila. Quando stavo per uscire, però, l’ho vista rimettere negli scaffali le cose dalla sua busta, e ho capito tutto. Stava rinunciando alla sua spesa per me, per me che ero stato fino a quel momento un presuntuoso, che credevo di essere superiore a tutti e di poter avere tutto. Lei, con tanta semplicità e con quei sandali aperti anche in una fredda giornata d’autunno, aveva rinunciato a tutto ciò che aveva per me. Non ho avuto il coraggio di dire nulla, ma ho sentito il bisogno di donare tutto a te, tra volontari ci possiamo dare del tu, vero? E di allontanarmi rapidamente”.

“Ecco perché poi quando è uscita la signora non aveva niente tra le mani”, comprese Stefania.

“Non avevo nulla tra le mani, ragazza mia, ma avevo tutto nel cuore. Lo avevo guardato negli occhi, prima di tornare tra i reparti del negozio, e avevo colto ciò che sentiva, tutto quello che provava”.

“Mi sono allontanato in auto rapidamente, ma non sono riuscito ad andare lontano. Non potevo lasciare andare tutto così, non potevo fare finta di nulla. Sono tornato indietro e l’ho incontrata, a piedi e con le mani vuote ma con un sorriso che io non ricordo di aver mai avuto nella mia vita. Mi sono fermato, le ho chiesto di salire in auto e l’ho portata a casa mia. Abbiamo pranzato insieme, mia moglie è stata entusiasta della sua presenza e i miei figli, appena tornati da scuola, felicissimi di imparare tanti trucchi della nonna. Ci ha raccontato un po’ della sua vita, di tutte le volte che il marchingegno si è inceppato e solo grazie a tecnici dal cuore grande è riuscita a sbloccarlo, almeno un po’, almeno il necessario per andare avanti. Abbiamo capito che spesso, quando i nostri marchingegni, per fortuna, non si inceppano, facciamo fatica e comprendere i problemi degli altri, e diffidiamo anche di chi vuole fare qualcosa per loro. Sono qui, pronto a voler essere d’aiuto nel mio piccolo e con i miei limiti, per provare a mettere almeno un po’ d’olio nei marchingegni di chi non ha avuto la mia stessa fortuna”.

“E noi siamo qui” - intervenne il direttore del supermercato, affiancato da due commessi con due grossi cartoni in mano - “Per premiare il cuore grande della signora Ninetta, nostra cliente da sempre, pur tra mille difficoltà. La signora in cassa ci ha raccontato quello che è successo e questo è un pensiero per voi, insieme al nostro impegno a non gettare tutti gli alimenti che restano invenduti. Lo faremo con il cuore e quotidianamente”.

Stefania era in lacrime, gli altri volontari commossi, Ugo, il discreto signore, emozionato come non mai e Ninetta con gli occhi lucidi che grondavano amore e speranza. Andarono tutti insieme, in comunità, a sistemare gli alimenti raccolti e poi a casa di Ninetta, a portare i suoi e a passare un’allegra serata insieme.

Quanto bene aveva fatto quell’anziana signora con le mani vuote e sandali ai piedi, nemmeno poteva immaginarlo.

Marco Tavassi, in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Poveri.

17/11/2017

 

OTTOBRE 2016

Incontri con l'Autore - Donne che Spostano il Traguardo

Donne che Spostano il Traguardo 

 

SETTEMBRE 2016

Presentazione Libro: Dov'é tuo Fratello?

 Dov'è tuo Fratello?

 

GIUGNO 2016

Celebrazione del decennale della Caritas Diocesana nel quartiere di Bucaletto a Potenza

 Decennale Caritas Bucaletto

 

MARZO 2016

 

11 Marzo 2016 - Parrocchia SS Immacolata Potenza  - Convegno Diocesano: La Famiglia tra animazione pastorale e welfare generativo.

 

 Video Prima Parte: Video Prima Parte

Video Seconda Parte: Video Seconda Parte

 

FEBBRAIO 2016

 

 13 - 14 Febbraio : presso la Parrocchia Maria SS. Immacolata - Potenza "Mercatino delle buone prassi"

Mercatino delle Buone Prassi 

 

 

 

 

GENNAIO 2016

> 18 Gennaio: "L'ambulatorio Solidale Medicina per tutti", sito presso la Parrocchia Maria SS. Immacolata (Rione Cocuzzo), organizza la Giornata della Salute: dalle 15.00 alle 18.00 si effettueranno controlli GRATUITI dell'Udito, della Glicemia e della Pressione Arteriosa.

 

 

 

> 10 Gennaio: Presso il Convento "Sant'Antonio di Padova" a Tito, nel Salone "Chiara Luce Badano" si celebra la Giornata del Migrante.

 

  

 

 

 

> 9 Gennaio: ingresso in Diocesi di Monsignor Salvatore Ligorio, nuovo Arcivescovo metropolita di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo. I ragazzi e le famiglie del Centro ''A casa di Leo" lo accolgono con entusiamo.

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DICEMBRE 2015

 

> 27-28 Dicembre: Festa della parola. Due giorni in cui sono proposti una serie di incontri letterari, ad ingresso gratuito, disseminati per il capoluogo lucano ed offre un ventaglio di approfondimenti su una selezione di "parole chiave".

COMUNITA' e MURO

La Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo e l'Associazione "Il Sole a Mezzanotte" partecipano con la scelta di due parole chiave significative per la propria attività: COMUNITA' e MURO.

 

 

 

 

 

 

 

> Sabato 19 dicembre, dalle ore 18 alle ore 21, presso il foyer del Teatro stabile il Rotaract Club Potenza collabora con Magazzini Sociali per la donazione di libri alla nostra Biblioteca "A Casa di Leo"

 

 

> Domenica 20 dicembre, dalle ore 16 alle ore 18, presso la sede di FDI-AN in Piazza della Costituzione a Potenza, Campagna sociale di raccolta libri per l'infanzia, promossa dal Dipartimento Tutela Vittime FDI-AN

 

 

Servizio Tutoraggio Scolastico

 

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 
 

 

 

 

 

 

 

 

Il servizio di doposcuola è ormai attivo da anni presso la nostra sede a Bucaletto.  I ragazzi sono seguiti sia 

dai nostri operatori sia dai volontari che generosamente offrono il loro tempo per dedicarsi a questa attività.

 

Il Servizio di Tutoraggio Scolastico è importantissimo perché è anche attraverso la sua attuazione che si 

possono promuovere processi pedagogici volti al recupero del tessuto familiare, poiché i ragazzi diventano 

una sorta di ‘ponte’ tra noi e le proprie famiglie, le quali vengono poi coinvolte nei percorsi volti alla 

salvaguardia e al recupero del tessuto familiare e della concezione della famiglia, intesa come punto di 

riferimento di ogni componente e come nucleo della società.

I giorni in cui il servizio è attivo sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 18.30.

 

Sportello di Patronato e CAF ACLI

 

 

La nostra Caritas diocesana, grazie al partenariato con le ACLI, offre numerosi servizi inerenti alle attività di 

Patronato e Caf. Presso i nostri Uffici si possono presentare i modelli 730, UNICO, richiedere il Modello 

CUD, compilare l’ISEE, le Domande di Invalidità Civile, il Rinnovo dei Permessi di Soggiorno, domande di 

Assunzione Lavoro Domestico e per la Social Card. Si può anche ricevere anche una consulenza completa in materia contributiva e fiscale.

Sempre grazie al suddetto partenariato, a Settembre 2014, è nato anche il Circolo ACLI “A Casa di Leo”.

 

A partire dalla sua nascita, il Circolo è diventato un mezzo importante che ha consentito alle famiglie che 

frequentano il Centro, e non solo, di avere accesso immediato a tutti i servizi di Caf e Patronato sopracitati. 

Le persone che hanno fruito dello Sportello ad oggi sono circa 100.

Attiva è anche la partecipazione delle famiglie tesserate a tutte le attività di aggregazione proposte dal  Circolo.

Il servizio è aperto a tutta la cittadinanza. 

Lo sportello è attivo il  lunedì dalle 18.30 alle 20.00 e il giovedi dalle 17.00 alle 20.00  presso il Centro “A Casa di Leo”.

 

Ambulatorio Farmaceutico Solidale

 

 

A Febbraio 2015 è stato inaugurato, presso il Circolo Acli “A Casa di Leo”, l’Ambulatorio Solidale “San  Giuseppe Moscati”, grazie alla collaborazione tra

Caritas Diocesana, Acli e Banco Farmaceutico.

 

L’obiettivo di questo Ambulatorio è quello di raggiungere una gran parte di persone sia nella Diocesi che 

nella Provincia, grazie alla presenza dei vari circoli Acli sul territorio, e di offrire loro gratuitamente sia quei 

farmaci che non necessitano della prescrizione medica, sia quelli che rientrano nella Fascia C. Si garantirà 

così la possibilità a tutti coloro che sono senza reddito o con un reddito annuo basso di poter far fronte a 

certe cure mediche che sempre più spesso risultano essere per molte famiglie troppo onerose.

Il servizio è gestito a titolo gratuito dalla Dr.ssa Apollonia Guglielmi, responsabile della Farmacia sita in c.da  Bucaletto,

in sinergia con gli operatori del Centro di Ascolto.

L’ Ambulatorio è aperto tutti i mercoledì, dalle ore 16.30 alle ore 18.00, presso il Centro “A Casa di Leo”.

 

Consulenza Psicologica

 

La nostra struttura offre gratuitamente consulenza psicologica gratuita a tutti coloro che ne sentono la 

necessità, ma che non hanno la possibilità economica per potersi recare da uno psicologo.

La psicologa del Centro offre i suoi servizi previo appuntamento e riceve presso gli Uffici del nostro Centro.

 

Sportello Associazione CO.DI.CI.

 

CO.DI.CI. è un'Associazione impegnata ad affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini con 

particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate.

E’ ormai da tempo che la nostra Caritas e CO.DI.CI. collaborano e l’Associazione offre gratuitamente 

consulenza settimanale presso i nostri Uffici diocesani, in particolare per la Tutela dei Consumatori per 

Conciliazione indebiti di Utenze Domestiche e Cartelle esattoriali Equitalia.

Lo Sportello è aperto il venerdì, dalle 18.00 alle 19.30 presso il Centro “A Casa di Leo” ed è possibile accedervi previo appuntamento. 

 

Laboratorio Teatrale

 

Prove per "Io speriamo che me la cavo" 2014 Prove per "Io speriamo che me la cavo" , 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rappresentazione "Io Speriamo che me la cavo", 2014 Prove per "Io speriamo che me la cavo!, 2014

 

 

 

 

 

 

 

 Prove per il nuovo recital 2016 Rappresentazione "Io speriamo che me la cavo", 2014

 

 

 

 


 

 

 

 

Tra le attività svolte all’interno del nostro Centro assume un ruolo particolare quella del laboratorio teatrale.

Ogni anno i nostri collaboratori, in collaborazione con un insegnante teatrale e con la 

partecipazione di un insegnante di danza e di canto, organizza un recital che ha degli obiettivi specifici. 

 

Nel 2014 i minori che frequentano il nostro doposcuola si sono cimentati nella preparazione del 

recital ‘’Io speriamo che me la cavo’’, messo in scena a maggio al Teatro Stabile e poi riproposto 

nei mesi successivi in diversi paesi limitrofi.

La preparazione di questo spettacolo è stato una sorta di cammino di crescita e consapevolezza, 

che ha portato i ragazzi a mettersi in gioco per scoprire i propri talenti e le proprie capacità e per 

aiutare loro a comprendere quali sono i loro sogni e quanto l’impegno sia fondamentale per poterli realizzare.

 

Anche quest’anno i ragazzi, insieme ai loro genitori e ai nostri educatori, hanno iniziato a preparasi 

 u quello che sarà il prossimo recital, che si prevede di mettere in scena nel 2016.

Il laboratorio teatrale si tiene tutti i mercoledì dalle 19.00 alle 21.00 presso il Centro “A Casa di Leo”

 

Incontri con le famiglie in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale della Famiglia

 

Grazie alla collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale della Famiglia, presso il nostro Centro si 

tengono periodicamente degli incontri con le famiglie che lo frequentano abitualmente.

Durante questi momenti, vengono trattate varie tematiche importanti, spesso suggerite dalle stesse famiglie coinvolte.

 

Questi appuntamenti stimolano il processo di coesione della famiglia di famiglie già nata all'interno del Centro.

Inoltre, grazie all’apertura e alla condivisione dei partecipanti, si è potuto intervenire in 

maniera concreta su problematiche importanti di alcuni nuclei e si è incentivata la 

compartecipazione di alcune famiglie che hanno supportato coloro che hanno manifestato delle 

difficoltà, consolidando rapporti di solidarietà profondi e strutturati anche all’esterno del contesto 

in cui si sono sviluppati.  

 

Sportello Legale

 

Presso i nostri Uffici viene offerta consulenza legale gratuita a tutte le persone che ne hanno la necessità, 

ma che per problemi economici non possono recarsi presso uno studio legale.

I nostri avvocati ricevono il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 19.30, presso il Centro “A Casa di Leo”

 

Prestito della Speranza

 

E' un fondo di garanzia rivolto a persone in condizioni di precarietà economica e sociale. L'iniziativa

nasce da un accordo tra la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e ha

l'obiettivo di aiutare economicamente chi si trova in difficoltà.

 

Il Prestito viene gestito dalla Caritas Diocesana, in base all'accordo ABI-CEI. Chi ne ha bisogno e possiede i requisiti

necessari, deve recarsi presso i nostri Uffici: qui, una volta verificato l'effettivo diritto ad accedere agli aiuti del fondo

di garanzia, viene offerto supporto nell'iter burocratico.

Il Responsabile del Prestito della Speranza riceve il giovedì dalle 18.30 presso il Centro "A Casa di Leo" previo appuntamento


Biblioteca di quartiere

 

 

La Biblioteca di Quartiere “A Casa di Leo” è un posto diverso dalle solite biblioteche: è piccola, colorata e accogliente.

E’ possibile sia recarsi in loco per leggere o studiare, sia prendere in prestito dei libri: il costo della tessera è 

di 1 euro a persona e i minori, per ottenerla, devono essere accompagnati da uno dei genitori.

La Biblioteca è dotata di quasi 2000 libri e di 50.000 titoli in e-book, consultabili grazie ai nostri dispositivi Kindle.

 

Durante la lettura, è possibile anche godere di un the o di una tisana. 

La Biblioteca di Quartiere ha sede in c.da Bucaletto, via Mallet 24 – Potenza ed è aperta tutti i giovedì dalle 18.00 alle 20.00.

 

Distribuzione Alimenti

 

La distribuzione degli alimenti della Caritas Diocesana viene effettuata nei seguenti giorni:

 - Lunedì 10.30 – 12.30

 - Giovedì 10.30 – 12.30 /18.30 – 19.30

 In C. da Bucaletto, presso il Pref. Caritas 51.

 Inoltre, ogni Parrocchia distribuisce gli alimenti ai propri parrocchiani che ne hanno bisogno 

 organizzandosi secondo i propri tempi e le proprie possibilità.

 Chiunque abbia delle difficoltà economiche e sente la necessità di un aiuto alimentare, può recarsi 

 presso la propria Parrocchia di appartenenza e rivolgersi o al parroco o ai volontari della Caritas Parrocchiale.

 La nostra distribuzione alimentare serve soprattutto coloro che vivono nel quartiere di Bucaletto.

 

Raccolte Alimentari

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Periodicamente vengono organizzate dai nostri volontari delle raccolte alimentari presso diversi 

supermercati di Potenza, i quali si mettono sempre a disposizione con disponibilità e attenzione.

Queste raccolte sono organizzate sempre di sabato e sono molti i volontari che donano parte del loro 

tempo per raccogliere alimenti per chi ne ha bisogno.

 

Organizziamo anche le Giornate della Condivisione, durante le quali tutti i volontari di tutte le 

Parrocchie della città e delle zone limitrofe si uniscono e presso i supermercati raccolgono alimenti, che 

confluiranno presso il nostro Magazzino Diocesano e verranno poi divisi e distribuiti a tutte le 59 Parrocchie della Diocesi. 

 

Le prossime Giornate della Condivisione si terranno nei seguenti giorni:

 - 5 marzo 2016;

 - 11 giugno 2016.

 

Utilizzo in comodato d’uso gratuito di un Eco-compattatore della Green Service per lo smaltimento di plastica e alluminio

 

Grazie ad un accordo di partenariato tra la Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e la 

Green Service, il 4 settembre 2014 è stato installato presso il Centro di Aggregazione e Accompagnamento 

alla famiglia  “A casa di Leo” in c.da Bucaletto, un eco-compattatore per il riciclo di pet e alluminio. 

La peculiarità del servizio sta nel fatto che in cambio di questo materiale offre dei buoni sconto e, 

precisamente, per ogni conferimento l’eco-bonus è pari a 6 centesimi. Al raggiungimento di una somma

prestabilita sarà possibile ricevere il buono sconto da utilizzare presso alcuni supermercati convenzionati.

 

L’utilizzo del compattatore ha sensibilizzato al rispetto e alla difesa dell’ambiente sia gli abitanti del 

quartiere, sia i residenti in altre zone della città. Infatti, usufruiscono quotidianamente del servizio più di 50 

famiglie che vivono a Bucaletto e molti nuclei famigliari provenienti da altri quartieri del capoluogo.

Protagonisti attivi di questa sensibilizzazione alla tutela ambientale sono stati anche gli alunni della Scuola 

Primaria “G. Rodari” , che hanno raccolto durante l’anno scolastico un numero considerevole di materiale 

da smaltire e nel mese di maggio ogni classe, a turno, si è recata presso il Centro “A Casa di Leo” per 

riciclarlo con il compattatore. I buoni sconto derivanti dallo smaltimento sono stati utilizzati dalle maestre 

per comprare le merende da consumare durante le gite scolastiche degli stessi alunni.

 

L’attivazione di questo servizio ha permesso anche la nascita di una rete informale di solidarietà da parte di 

tanti cittadini che ormai da tempo donano i buoni sconto alla nostra Caritas diocesana per consentire ai 

nuclei familiari seguiti all’interno del Centro di poterne usufruire.