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Progetto - Una famiglia sola...Una sola famiglia

 

Progetto Una famiglia sola...Una sola famiglia - Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

 

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Titolo del Progetto: Una famiglia sola...Una sola famiglia
Il bisogno dal quale si è partiti e al quale si vuole dare una risposta con questo: Da una mappatura dei bisogni delle famiglie accompagnate all’ interno del Centro “A casa di Leo” e da un’attenta analisi del contesto diocesano si è manifestato il bisogno da parte di molti nuclei familiari accompagnati, di valorizzare le proprie capacità di autodeterminazione, sia nel contesto familiare che in quello sociale. Negli ultimi anni, infatti, i bisogni più rilevanti si sono manifestati in quei nuclei familiari che improvvisamente si sono trovati in difficoltà economica, trovandosi, quasi automaticamente in una condizione di grande isolamento e solitudine. Le proposte di aiuto e di orientamento messe in campo negli anni, non risultano performanti per questa nuova tipologia di fragilità. Molte di queste famiglie infatti, possono già contare su un buon bagaglio di risorse personali e familiari. Dall’ analisi di questo dato, è emersa quindi la necessità di promuovere percorsi di accompagnamento capaci di far riscoprire queste stesse risorse, condividendole con la comunità nella normalità del quotidiano al fine di ottimizzare risorse relazionali e materiali e promuovere agio familiare. Le attività di progetto interessano due differenti realtà: il Centro per la famiglia “A casa di Leo” a Potenza e la Parrocchia SS. Trinità di Lagopesole, Avigliano.
Obiettivi: Promuovere l'agio familiare favorendo lo sviluppo di una rete di famiglie solidali, a partire dal concetto di responsabilità condivisa nell'ambito delle relazioni familiari ed interfamiliari e delle azioni volte al miglioramento del tessuto sociale del proprio territorio.
Destinatari: Famiglie
Descrizione Sintetica: Per ciò che attiene le azioni da strutturare con le famiglie, si ritiene indispensabile, alla luce della rilevazione dei bisogni emersi, favorire la cura di relazioni basate sulla reciprocità, capaci di stimolare autodeterminazione e voglia di fare all'interno del gruppo di famiglie. Si cerca perciò di portare a sintesi e valorizzare la spontaneità di alcuni gesti di prossimità al fine di renderli risorsa, non solo per la famiglia che ne fruisce, ma sopratutto per l'intero territorio. Per questi motivi le attività previste, sono frutto di confronto con I beneficiari e riguardano, nella maggior parte dei casi, azioni proprie della quotidianità. Sono infatti previste: attività di tutoraggio scolastico di tipo familiare e di merende solidali durante l’orario di studio,laboratori creativi genitori-figli, percorsi di cittadinanza attiva con il sostegno di un esperto, con la conseguente presa in carico, da parte dei fruitori di uno spazio degradato del proprio territorio, la programmazione di domeniche solidali, con l’intento di favorire momenti di socializzazione e promozione culturale tra le famiglie coinvolte. Inoltre, si intende, al termine del percorso educativo, raccogliere le esperienze dei nuclei familiari in un piccolo sussidio, che possa così testimoniare la generatività e la ricaduta sociale della promozione di legami basati sulla cura e sulla responsabilità condivisa.
Qualche numero descrittivo: Tempo di vita del progetto: Beneficiari raggiunti: persone coinvolte: Progetto iniziato a Giugno 2016, ancora in fase attuativa. Sono state raggiunte più di 20 famiglie.

 

 

Progetto - Generazioni Solidali

 

Progetto Generazioni Solidali - Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

 

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Titolo del Progetto: Generazioni Solidali
Il bisogno dal quale si è partiti e al quale si vuole dare una risposta con questo progetto: Grazie agli obiettivi conseguiti a seguito del percorso educativo svolto nel quartiere di Bucaletto in collaborazione con la Scuola primaria “G. Rodari” nell’ambito del progetto Fondo Cei 8xmille “Where the streets have no name” si è ritenuto opportuno potenziare ed implementare attività e spazi sociali al fine di promuovere nuovi approcci pedagogici sia per ciò che attiene gli studenti, che per le rispettive famiglie. Alla luce di ciò ed in riferimento ai nuovi orientamenti pastorali contenuti nelle Encicliche papali “ Evangeli Gaudium “ e “Laudato sì” si è inteso allargare il coinvolgimento del territorio di riferimento a partire dalla valorizzazione delle categorie più fragili e dalla loro conseguente interazione. Dai dati pervenuti tramite l’ascolto e l’osservazione è emerso infatti che le maggiori criticità attengono i minori e gli anziani residenti che per motivazioni differenti vivono un grande isolamento ed una conseguente ghettizzazione fortemente connotata dal contesto sociale, urbano ed ambientale. Il percorso pedagogico intrapreso ha avuto quindi una triplice funzione: coinvolgere attivamente gli anziani soli e a basso reddito e favorire il confronto intergenerazionale, sensibilizzare ad un utilizzo più oculato dei beni materiali, in particolar modo quelli alimentari, evitando gli sprechi valorizzando il territorio che si abita, soprattutto grazie all’esperienza degli anziani stessi, imparando a prendersi cura in maniera condivisa degli spazi comuni nel rispetto dell’ambiente.
Obiettivi: Favorire il confronto tra diverse generazioni, valorizzando saperi ed esperienze di vita al fine di costituire una rete di sussidiarietà per l’ ottimizzazione di risorse materiali e relazionali.
Destinatari: Anziani, Minori
Descrizione Sintetica: Il percorso pedagogicosi è sviluppato su tre direttrici fondamentali: la condivisione di saperi e tradizioni, al fine di coinvolgere attivamente gli anziani soli e a basso reddito e di favorire il confronto intergenerazionale, la sensibilizzazione ad un utilizzo più oculato dei beni materiali, in particolar modo quelli alimentari, evitando gli sprechi ed infine la valorizzazione del territorio che si abita, soprattutto grazie all’esperienza degli anziani stessi, imparando a prendersi cura in maniera condivisa degli spazi comuni nel rispetto dell’ambiente. Si è favorito in un primo momento lo scambio di esperienze e saperi, al fine di promuovere la nascita di relazioni tra studenti ed anziani grazie alla strutturazione di incontri, durante i quali questi ultimi, con il supporto dei docenti e degli operatori, hanno tenuto delle vere e proprie lezioni di storia, trattando temi legati alla tradizione, alla cultura contadina ed alla storia recente, utilizzando anche il supporto di immagini, fotografie, giochi antichi e/o piccoli filmati al fine di stimolare una concreta conoscenza di stili di vita sobri, improntati sull’ottimizzazione delle risorse. Proprio a partire da questa sollecitazione e per sensibilizzare i minori alla sussidiarietà, le lezioni sono terminate consumando il pranzo insieme presso la mensa scolastica. Scegliere tale tipologia di approccio, non solo, ha evitato gli sprechi alimentari in relazione ai cibi in esubero del servizio mensa, ma ha offerto un aiuto concreto a molte persone che vivono quotidianamente la difficoltà di far fronte ad un pasto sano e completo. Infine, grazie alla strutturazione di un laboratorio ludico-educativo i beneficiari, unitamente alle famiglie dei minori, hanno avuto l’opportunità di approfondire e concretizzare le tematiche relative alla cura ed al rispetto del territorio che si abita, poiché, alla luce delle sollecitazioni ricevute nelle prime fasi del percorso, è stato possibile cimentarsi nella valorizzazione degli spazi comuni grazie alla strutturazione di un orto-giardino nel cortile della scuola. I contenuti delle lezioni informali tenute con gli studenti e le esperienze laboratoriali volte alla promozione della tutela degli spazi comuni, sono stati raccolti in un piccolo opuscolo scritto con l’aiuto degli anziani e dei minori, che racconta l’esperienza fatta insieme ed è un valido strumento per testimoniare e promuovere le svariate forme di animazione pastorale in sinergia con i vari attori che operano sul territorio di riferimento.
Qualche numero descrittivo: Tempo di vita del progetto: Beneficiari raggiunti: persone coinvolte: Durata del progetto 6 mesi. Sono stati coinvolti: 16 alunni con i rispettivi nuclei familiari 5 anziani

 

 

Progetto - Ricomincio da Tre

 

Progetto Ricomincio da Tre - Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

 

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Titolo del Progetto: Ricomincio da Tre
Il bisogno dal quale si è partiti e al quale si vuole dare una risposta con questo: Si è inteso dare una risposta ai bisogni rilevati dalle famiglie fragili residenti in un quartiere periferico del capoluogo, Bucaletto, nato all’indomani del sisma del 1980 e ad oggi ancora quasi interamente composto da prefabbricati in cui convivono alcune famiglie terremotate e una cospicua percentuale di nuclei familiari disagiati e a basso reddito, molto spesso occupanti abusivi dei prefabbricati stessi. Dopo circa 6 anni di attività all’interno del quartiere, si è avvertita in maniera molto forte la necessità di rispondere a bisogni e fragilità non più in riferimento al singolo, ma in relazione all’intera famiglia, proprio per fronteggiare la mancanza del tessuto familiare all’interno dei singoli nuclei ed allo stesso tempo la conseguente assenza di una rete di solidarietà e collaborazione tra i beneficiari. Si è quindi data risposta al bisogno di scoprire e/o riscoprire il senso della comunità.
Obiettivi: Favorire attraverso l'implementazione di percorsi socio- educativi-formativi il miglioramento della qualità della vita delle famiglie residenti, colpite dalla crisi valoriale ed economica, fornendo loro gli strumenti idonei a consentire una maggiore consapevolezza delle proprie capacità,il recupero della loro dignità di uomini e come tali, la loro scoperta e/o riscoperta del senso della comunità.
Destinatari: Famiglie
Descrizione Sintetica: La Caritas facendo rete con la Scuola, la Pastorale Familiare, le ACLI, il Servizio Sociale del Comune, l'associazione CODICI e l' A.R.C.A.T. , ha inaugurato a Giugno 2013 un Centro di Orientamento, Accompagnamento e Aiuto alla Famiglia “ A Casa di Leo”. Direttrici dell’intervento sono state: l'educazione, la sussidiarietà, l'accesso ai servizi, coordinate fornite dall'osservazione delle risorse presenti e dei bisogni rilevati. Si sono realizzati dei laboratori educativo-ricreativi rivolti alle famiglie, con particolare attenzione verso i minori che sono così diventati il naturale tramite tra la struttura e il nucleo di appartenenza. Parallelamente all’attivazione di processi educativi in grado di favorire la nascita di relazioni di vicinanza e solidarietà, si è potenziato l’ambito attinente ai servizi, con l’attivazione di uno sportello di Patronato e la conseguente inaugurazione di un circolo Acli, uno sportello legale ed uno per la tutela dei diritti del consumatore , all’interno del Centro, per fornire ai beneficiari gli strumenti formativi e di sussidiarietà che consentissero loro di diventare parte attiva all’interno del proprio processo inclusivo e non più solo fruitori passivi di rimedi emergenziali a condizioni di indigenza ed implementando contestualmente dei congrui processi di promozione e prevenzione sociale, di lotta al lavoro nero e di maggiore consapevolezza dei propri diritti/doveri di cittadino.
Qualche numero descrittivo: Tempo di vita del progetto: Beneficiari raggiunti: persone coinvolte: Durata del progetto 16 mesi, la sua prosecuzione è ad oggi in atto (progetto Fondo CEI 8x1000 “Where the streets have no name”). Sono state raggiunte più di 100 famiglie, 20 delle quali accompagnate in modo più stabile grazie alla partecipazione attiva di ogni componente dei nuclei familiari ed alla conseguente nascita di una piccola rete di famiglie che ad oggi, grazie alle nuove attività messe in campo si sta consolidando ed ampliando.

 

 

 

 

 

Progetto - Where the Streets Have No Name

 

 Progetto Where the Streets Have No Name - Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

 

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Titolo del Progetto: Where the Streets Have No Name
Il bisogno dal quale si è partiti e al quale si vuole dare una risposta con questo: La necessità di proseguire le attività progettuali nel quartiere di Bucaletto, successivamente alla nascita del Centro per la famiglia, è stata data dalla grande risonanza partecipativa registrata. La quantità di famiglie intercettate è stata cospicua e la qualità degli interventi strutturati ha superato le stesse aspettative progettuali. La partecipazione di molti nuclei familiari ha però evidenziato fortemente alcune differenze culturali e sociali sulle quali si è ritenuto fondamentale intervenire accompagnando gli stessi, con strumenti nuovi e non direttivi, in un percorso in grado di consolidarsi in una vera e propria rete di mutuo aiuto, promuovendo così azioni educative rivolte non più solo al singolo nucleo familiare ed i suoi rispettivi componenti ma con famiglie intese come entità uniche ed autonome, che riappropriandosi del loro ruolo sociale e scoprendo e/o riscoprendo le loro risorse, siano in grado di attivare percorsi solidali e partecipativi, capaci di creare una rete di collaborazione e cooperazione basata sul recupero dei rapporti corti e sulla "manutenzione"dei rapporti sociali già in essere. Si ritiene infatti che solo grazie alla nascita e al consolidamento di reti relazionali, le famiglie stesse potranno intraprendere un percorso in grado di strutturarsi in comunità.
Obiettivi: Favorire attraverso nuove modalità di incontro e di partecipazione la nascita di una vera e propria comunità di famiglie nella quale ognuno si riconosca come risorsa per l'altro.
Destinatari: Famiglie
Descrizione Sintetica: Si è inteso allargare la fascia di coinvolgimento delle famiglie e della rete di attori impegnati nelle attività per favorire la "contaminazione"di storie ed esperienze di vita differenti, stimolare l'incontro con l'altro partendo da problemi o storie di vita comuni, promuovere modalità di lavoro differenti, sperimentando attività di strada, andando a cercare gli ultimi, invogliando alla partecipazione tramite un'animazione pastorale non stanziale, cercando nuovi piani di incontro e relazione più informali e meno direttivi. A tal proposito si è pensato di strutturare insieme alle famiglie iniziative al di fuori del Centro. In collaborazione con le scuole primarie e con il Comune è stato indetto un concorso di idee per poter finalmente dare un nome ai cosiddetti"quadrati"di prefabbricati, nel quartiere infatti non è presente alcuna forma di toponomastica per ciò che concerne sia le strade che le piazze, proprio queste ultime sono anche un luogo privilegiato di incontro, dalla prossima primavera, su istanza e proposte di alcune delle famiglie residenti nella zona, mensilmente sono state organizzate attività informative e conviviali che hanno visto coinvolte: la scuola, le Acli, la Green Service (associazione di tutela ambientale), l'Associazione CODICI, la Pastorale Familiare, gli stessi minori e le rispettive famiglie. Contestualmente, invece, all'interno del Centro sono già stati potenziati ed ampliati i servizi esistenti, soprattutto per poter intercettare anche la fascia dei cosiddetti vulnerabili o "nuovi poveri", presenti in massiccia percentuale all'interno del quartiere, non tutelati da alcuna forma di aiuto istituzionalizzato, invisibili appunto per il welfare e in alcuni casi anche per le associazioni di volontariato. A tal proposito, per rispondere a suddette esigenze è nato all’ interno del Centro un Circolo Acli, che ha consentito la fruizione in modalità semplificata dei servizi attinenti al caf e al patronato ed ha rappresentato un ottimo strumento per favorire ed incentivare la partecipazione dei nuclei familiari ad attività conviviali e culturali. Proprio in riferimento all’ ambito culturale ed alla valenza pedagogica da esso rappresentata, è stata da inaugurate a Marzo 2014 una biblioteca di quartiere. Infine, grazie alla Green Service, dal mese di settembre 2014 è possibile smaltire i rifiuti in plastica grazie all’ ausilio di un ecocompattatore e con il punteggio ottenuto dal peso di questi ultimi, utilizzare un buono sconto per la spesa di generi alimentari in negozi convenzionati. Tale attività quindi è volta a sollecitare la popolazione residente al rispetto e al decoro urbano e ambientale (ad oggi inesistente) incentivando ad una partecipazione attiva nella cura di spazi comuni. La fine di questo lungo percorso ha portato alla nascita di un'associazione di famiglie” Il sole a mezzanotte! che rappresenta lo spazio culturale e sociale capace di testimoniare la nascita di un vero senso della comunità.
Qualche numero descrittivo: Tempo di vita del progetto: Beneficiari raggiunti: persone coinvolte: Progetto concluso ad Ottobre 2015. Sono state raggiunte più di 100 famiglie, 20 delle quali accompagnate in modo più stabile grazie alla partecipazione attiva di ogni componente dei nuclei familiari ed alla conseguente nascita di una piccola rete di famiglie che ad oggi, grazie alle nuove attività messe in campo si sta consolidando ed ampliando.

 

 

 

 

 

Progetto - Gli Itinerari delle Buone Prassi

   

Progetto Gli Itinerari delle Buone Prassi di Caritas Diocesana di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo

 

 

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Titolo del Progetto: Gli Itinerari delle Buone Prassi
Il bisogno dal quale si è partiti e al quale si vuole dare una risposta con questo: I bisogni rilevati sul territorio diocesano, grazie all’accompagnamento ed alla costante mappatura dei centri di ascolto parrocchiali, hanno evidenziato grandi fragilità economiche e sociali in riferimento ai nuclei familiari che hanno al loro interno minori ed anziani. Questo dato, rapportato alla grande disomogeneità morfologica e sociale della diocesi, rappresenta uno dei tratti comuni sui quali si è ritenuto fondamentale intervenire in un’ottica di lavoro di rete tra le varie realtà parrocchiali del territorio. Si ritiene opportuno quindi favorire l'interscambio di esperienze e relazioni, non solo tra i beneficiari diretti dell'intervento proposto, ma anche tra le comunità parrocchiali stesse che avranno così l'opportunità di coinvolgere attivamente, con nuove modalità di lavoro, le famiglie che spesso si rivolgono presso le loro Caritas. Dato rilevante, in riferimento all'intervento progettuale e al contesto descritto, è rappresentato dal ruolo che avranno proprio i nuclei familiari più fragili e gli anziani dei centri più piccoli e periferici, per paradosso infatti, pur rappresentando le comunità più chiuse ed isolate, sono proprio quelle che maggiormente conservano, anche a causa dello stesso isolamento geografico e sociale, buone prassi, saperi e stili di vita improntati su una grande sobrietà e su un utilizzo migliore di risorse materiali e relazionali, proprio perché, avendone poche a disposizione, nel tempo hanno imparato a gestirle al meglio delle potenzialità. Il loro apporto diviene quindi centrale e si ritiene altresì che il supporto fornito da realtà più strutturate come quelle del quartiere di Bucaletto e di alcune Caritas Parrocchiali del capoluogo, possano portare a sintesi o in taluni casi produrre processi in grado di testimoniare concreta vicinanza agli ultimi ed invogliare al consolidamento delle comunità coinvolte.
Obiettivi: Promuovere e favorire processi di valorizzazione della figura dell'anziano all'interno dei nuclei familiari, come risorsa di una comunità che aprendosi al territorio, ottimizza beni materiali e relazionali per gestire al meglio fragilità economiche e sociali.
Destinatari: Anziani, Famiglie
Descrizione Sintetica: Le attività proposte si articoleranno sulla base dei due filoni di intervento individuati: lo sviluppo di nuove modalità di animazione pastorale per e con le Caritas Parrocchiali e l'individuazione di una nuova traccia di lavoro con le famiglie. Partendo da tali assunti, il filo conduttore tra i due piani di intervento diventa sicuramente la figura dell'anziano, si intende perciò, nel rispetto delle peculiarità sociali e culturali delle 5 comunità parrocchiali coinvolte (3 periferiche e 2 in città), proporre azioni in grado di rivalutare la figura dell'anziano stesso, inquadrandola come risorsa e parte integrante del nucleo familiare, superando quindi quell'approccio sociale che spesso lo relega ad essere un aiuto quasi esclusivamente in termini economici. Si ritiene, infatti, che in un territorio diocesano nel quale le carenze infrastrutturali e sociali inducono le comunità locali ad un sempre maggiore isolamento e spopolamento, sia fondamentale rimettere al centro i soggetti più fragili, che paradossalmente, se attenzionati nelle forme e nei modi più consoni, possono diventare veri e propri catalizzatori di buone prassi e perno di una comunità. L'azione progettuale mira quindi alla costruzione di percorsi che, rimettendo al centro del nucleo familiare l'anziano, sviluppino contemporaneamente, a partire dall'esperienza di quest'ultimo, una riflessione sull'adozione di stili di vita più sobri e quindi un percorso educativo per i nuclei familiari volto alla rivalutazione e ad un utilizzo più idoneo delle proprie risorse economiche, materiali e relazionali. Si intende dare avvio ad attività itineranti che coinvolgano le comunità parrocchiali (Tito, Castel Lagopesole, Filiano, Parrocchia di Santa Cecilia e Parrocchia Maria S. Immacolata a Potenza) ed il quartiere di Bucaletto nel capoluogo, in grado di valorizzare gli anziani delle comunità di riferimento, veicolando altresì saperi e stili di vita spesso dimenticati con l'obiettivo di stimolare le famiglie ad una sempre maggiore cooperazione e collaborazione solidale ed al recupero di buone prassi che diventano strumento per superare e/o affrontare il disagio non solo economico, indotto ed acuito dal grave momento di crisi che coinvolge in maniera particolare il territorio.
Qualche numero descrittivo: Tempo di vita del progetto: Beneficiari raggiunti: persone coinvolte: Durata del progetto prevista, 12 mesi. Si conta di raggiungere nell’ambito delle attività proposte almeno 100 destinatari.